Aspettare un bimbo ed allattare in un mondo inquinato (consiglie per le mamme)

La presenza di diossine, pesticidi,  e altre sostanze inquinanti nel latte materno provoca tante ansie e timori nelle mamme: come si può continuare ad allattare serenamente quando si sa che il proprio latte è inquinato?
L'OMS raccomanda di allattare al seno anche in presenza di contaminanti come quelli citati: i bambini infatti sono già esposti ai contaminanti in utero ed è allora che il danno è maggiore. [1].
Alcune ricerche hanno mostrato che a parità di contaminazione in utero se la cavano meglio, in termini di sviluppo neuropsicologico e cognitivo, i bambini allattati al seno, soprattutto se a lungo, rispetto a quelli alimentati con formula o in maniera mista


Per minimizzare la contaminazione (che avviene soprattutto via alimentare) ecco alcuni consigli tratti dall'articolo di Betty Crase:
 1)       Consumare cibi biologici, prodotti lontano da siti industriali, discariche e inceneritori.
2)       Limitare il consumo di carni, pesce, uova, latte (essendo all’apice della catena alimentare, per i fenomeni di biomagnificazione e bioaccumulo, sono gli alimenti più contaminati).
3)       Lavare bene la frutta e la verdura per eliminare il pericolo di residui di pesticidi sulla buccia o sulla superficie.
4)       Diminuire il consumo di carni rosse, eliminando con cura il grasso che contiene contaminanti.
5)       Diminuire, o addirittura evitare in gravidanza di mangiare pesce sospetto (cioè proveniente da acque dolci o marine riconosciute come inquinate) di inquinamento da PCB e metalli pesanti, mercurio in particolare; preferire in ogni caso pesci piccoli (quelli più grandi sono all’apice della catena alimentare), in particolare il pesce azzurro (ricco di sostanze benefiche per la salute della donna in gravidanza e del feto).
6)       Evitare bruschi cambiamenti di peso, come ingrassare troppo durante la gravidanza e diete dimagranti dopo il parto, che immettano nel sangue all’improvviso maggiori quantità di fattori inquinanti liposolubili, come i PCB.
7)       Evitare di fumare sigarette e di bere alcool poiché i livelli dei fattori inquinanti più elevati sono stati rilevati nelle persone che fumano e bevono alcoolici.
8)       Evitare l’uso di pesticidi, in casa, nel giardino e sull’erba, poiché sono associati ad un aumento dei livelli di contaminanti nel latte materno; eliminare i contenitori dei pesticidi perché sono pericolosi per i bambini.
9)       Non utilizzare cosmetici realizzati con materie prime contaminate, come per esempio la lanolina ricavata dal grasso della lana di pecore trattate con pesticidi persistenti; utilizzare soltanto lanolina di qualità medica per lenire eventualmente capezzoli dolenti o il dolore da ragadi durante l’allattamento.
10)   Evitare per quanto possibile il contatto con il fumo e la cenere di inceneritori, cementifici, industrie metallurgiche, acciaierie ed insediamenti industriali in genere, con il legno e con gli ortaggi cresciuti nelle vicinanze degli inceneritori; le scorie degli inceneritori contengono quasi tutta la gamma completa delle sostanze tossiche e delle tossine industriali, compresi i metalli pesanti.
11)   Evitare il contatto sul lavoro con agenti chimici inquinanti; pretendere che sul lavoro siano fissati livelli di sicurezza che considerino le donne gravide e allattanti come i modelli di riferimento.
Occorre infine che noi mamme chiediamo alle istituzioni monitoraggi regolari dei livelli di contaminazione del latte materno e politiche più rispettose dell’ambiente e tali da evitare la formazione di sostanze tossiche.
per approfondimenti vedi seziome "allattare in un mondo inquinato".



[1][1] Mead MN. Contaminants in human milk: weighing the risks against the benefits of breastfeeding. Environ Health Perspect 2008;116:A427-A434.

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