NON SOLO TATE!!




Il Gaaf aderisce come associazione al Comunicato ufficiale per dissociarsi da alcuni contenuti espressi nelle trasmissioni Tv "sos tata" e invita tutti quelli che condividono tale comunicato, ad aderire sulla pagina FB "non solo tate", o scrivendo all'indirizzo nonsolotate@hotmail.it

"Pur apprezzando alcuni aspetti della suddetta trasmissione non possiamo condividere in alcun modo i consigli dati ai genitori a partire dagli esempi dati circa:
• La cessazione dell’allattamento al seno per la convinzione che abbia in sè elementi nocivi alla relazione parentale e alla conquista di autonomia e indipendenza dei bambini.
Che l'allattamento sia una pratica normale quanto benefica per la salute di madre e bambino, è comprovato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (1), dall’UNICEF, dall’Accademia Americana di Pediatria, dall’Associazione Culturale Pediatri italiana e dalla comunità scientifica più aggiornata. Che l'allattamento prolungato dopo l'anno di vita, a termine fin quando la coppia madre-bambino non ne senta più l'esigenza, non sia lesivo, ma comporti sempre benefici di salute psico-fisica è altrettanto comprovato, dalle stesse autorevoli fonti (2).

• Estinzione dei fisiologici risvegli notturni dei bambini con metodi quali ignorare il pianto del bambino a minuti crescenti.
Studi molto chiari dimostrano che questa pratica può essere dannosa (3).
• Prospettare ai genitori e ai telespettatori rischi affettivi e di sicurezza relativi al dormire insieme al bambino.
In realtà la pratica del sonno condiviso, se liberamente scelta dai genitori, oltre ad essere una norma biologica dell’essere umano è accettata dalla comunità scientifica purchè si rispettino alcune indicazioni di sicurezza ben precise circa l’età del bambino, la sicurezza del letto e dell’ambiente dove dorme il bambino e le condizioni psicofisiche dei genitori.
• Imposizione forzata di routine plasmate sui bisogni dei genitori anziché sulle necessità biologiche, affettive e fisiologiche del bambino, relative alla sua età anagrafica o comunque al suo livello di sviluppo e maturazione raggiunti.
Classica ad esempio la frase delle Tate: “I capricci vanno ignorati”. Riteniamo possibile invece proporre ai bambini modalità comunicative che li aiutino ad esprimere i propri bisogni, le proprie paure e le proprie richieste in maniera diversa dal cosiddetto capriccio, piuttosto che ignorare gli stessi e creare quindi una frattura comunicativa fra adulto e bambino. Ignorare i sentimenti negativi dei bambini significa far credere loro che questi non esistano solo perché repressi, creando un conflitto interno fra ciò che sente e ciò che deve, anziché accettarli, accoglierli ed elaborarli con l’aiuto dell’adulto.
• Prospettare rischi di futura o contingente incapacità di autoconsolazione e danni all'autostima del bambino, derivanti dal tenere in braccio i bambini o all'interno delle fasce portabebè.
Anche in questo caso esistono numerosi studi a livello sia antropologico che pediatrico circa il fatto che il contatto fisico fra adulto e bambino non è mai dannoso ma anzi aiuta l’acquisizione di sicurezza e indipendenza del bambino oltre a ridurre considerevolmente il ricorso al pianto come segnale di disagio dei bambini.
La pratica del“Time out” è stata ben descritta dall'autore americano Alfie Kohn (4)  come un'esclusione forzata dalle attività regolari del bambino in seguito ad un comportamento ritenuto inaccettabile dall’adulto. Questa pratica fa leva sul bisogno umano (in quanto essere sociale, e particolarmente del bambino, in quanto creatura bisognosa di accudimento) di vicinanza, cioè di cure prossimali. Se questa viene preclusa per punizione o per supposta “buona educazione”, si potrà ottenere invece senso di ingiustizia e di rivalsa, oltre ad un allontanamento anche emotivo dalla persona che ha commesso un supposto “errore”. Il bambino quindi reprimerà il comportamento indesiderato per paura di una nuova esclusione forzata, ma non per comprensione delle motivazioni sottostanti a questa repressione. Come numerose altre pratiche di origine comportamentista (sperimentate cioè su creature animali il cui comportamento doveva essere plasmato), questa pratica rientra nel dibattito scientifico non ancora  concluso circa i possibili danni/benefici a lungo termine dell’applicazione di tali tecniche nell’accudimento dei bambini. 
• Metodi di ricompensa basati sul sistema premi-punizioni.
Anche questi riguardano i metodi comportamentisti di cui sopra.
• Concezione del bambino come piccolo tiranno intrinsecamente furbo e manipolatore del rapporto genitori-figli che crea un braccio di ferro in cui una delle componenti deve uscire vincente o sconfitta.
Questi principi si inseriscono all’interno di una modalità comunicativa in cui la gerarchia basata sul potere viene considerata una tappa fondamentale dell’educazione. E’ invece possibile ottenere gli stessi risultati rispettando però i valori affettivi e relazionali che sottendono pari dignità fra adulti e bambini basandosi su principi di comunicazione efficace e non violenta così come proposto da autori quali Marshall Rosemberg (5)  e Thomas Gordon (6).


Tutto questo non significa che il bambino non debba avere regole e che i genitori siano al servizio della prole, significa soltanto che è possibile un altro approccio educativo: molti genitori effettivamente lo stanno scegliendo con ottimi risultati sia in termini di vita condivisa che, soprattutto, di affettività reciproca e di valore dato alla relazione.


Un’ultima considerazione doverosa riguarda l’attendibilità e la validità delle proposte educative date ai genitori dalle Tate. Poiché queste si discostano in maniera evidente dalle indicazioni date dalla comunità scientifica mondiale ci chiediamo se queste si basino soltanto su opinioni o su esperienze soggettive delle Tate. Ciò significherebbe che siamo di fronte ad un grosso problema di credibilità di personaggi televisivi ai quali viene affidata la salute dei bambini e la tranquillità dei genitori che seguono tali indicazioni. Anche se si tratta di un programma televisivo che potrebbe non avere la  pretesa di avere validità pedagogica, è innegabile, per la natura stessa del format, che le Tate vengono presentate come persone competenti, preparate ed esperte che dispensano consigli. Tutto questo è confermato, inoltre, dalle varie ospitate delle Tate presso programmi televisivi e radiofonici dove si rendono disponibili a dispensare i loro consigli e dalle numerose proposte editoriali firmate dalle Tate stesse. Quindi, a nostro parere, non possono esimersi dall'elargire pareri supportati da evidenze scientifiche e antropologiche e non soltanto da opinioni ed esperienze personali.


Pertanto, riteniamo necessario esprimere pubblicamente il nostro dissenso, per dare voce alle migliaia di persone che ci stanno contattando di continuo e in maniera sempre maggiore da quando sono ripartite le vostre trasmissioni.


Consapevoli che gran parte del pubblico televisivo apprezza comunque i vostri contenuti e credendo nella libertà di scelta informata non possiamo più ignorare che esiste un’altra cospicua parte di telespettatori in continuo aumento che preferisce seguire le indicazioni OMS/UNICEF e della comunità scientifica piuttosto che quelle delle Tate.


Ci auguriamo che da questo comunicato voglia nascere un sereno dibattito in cui la salute dei bambini non sarà mai più messa in discussione dalle opinioni ma sia inscritta nell’ambito della professionalità multidisciplinare comprovata e condivisa dalla comunità scientifica mondiale.

NOTE BIBLIOGRAFICHE:

(2) http://www.stillen.it/media/f79f4b66-e2ce-4109-a8e9-d62d7a119bf6/aap-allattamento2005.pdf si consulti a questo proposito il punto n°10 nota 197. (3a)AAIMHI, Position Paper 1: Controlled Crying, (2004)Articolo disponibile al        llink:http://www.aaimhi.org/documents/position%20papers/controlled_crying.pdf
(3b) Moschetti A.M.,Tortorella M.L., L’estinzione graduale risolve i problemi di sonno dei bambini? Tratto dai quaderni dell’Associazione Culturale Pediatri
(4) Lo stesso autore che ha commentato la trasmissione Supernanny con questo interessante articolo
(5) Marshall Rosemberg, Le parole sono finestre oppure muri, Ed. Esserci, (2003).
(6) Thomas Gordon, Genitori efficaci, La Meridiana, (2007).

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